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Vita alla Start Cup

27/02/2018

Si è svolta nell'aula magna dell'Usi di Lugano la quarta edizione dell'ormai nota sfida tra start up regionali, tra importanti novità e cambiamenti. Focus di quest'anno le 'scienze della vita', con ben quattro dei cinque progetti finalisti attivi nel settore.

 

Quella che si è tenuta nei pri­mi giorni di dicembre dello scorso anno, presso l'aula magna dell'Universita della Svizzera italiana e stata la quarta edizione di una sfida che, con ii passare degli anni, ha saputo modificarsi e adattarsi a sempre nuove esigenze e circostanze. Un evento di grande successo, che ha attirato ancora una volta l'attenzione  de! pubblico dei 'non addetti ai lavori' su un mondo, quello delle start up, in costante fermento, e che negli anni ha visto maturare in Ticino una nuova sensibilita per tematiche care gia da tempo alla Confederazione, quali l'in­ novazione e le nuove tecnologie.

Ancora una volta decisivo il sostegno di una complessa rete di enti pubblici e pri­ vati, a partire dallo stesso Cantone Ticino, passando poi per l'Usi e la Supsi, Inno­ suisse (ex Cti), l'ente organizzatore ili Cp Start up e, non da ultimo, il tradizionale sponsor che, sin dalle origini del premio nel 2009, e sempre stato presente, prima come Bsi, ora come EFG. L'edizione 2017 della Start Cup Ticino, oltre ad aver accol­to modifiche  sostanziali  al 'format', ha anche vista il netto emergere delle 'scienze della vita', con quattro dei cinque finalisti alfieri del settore, riprendendo un filone oggi di grande attualita, che aveva gia con­ vinto la giuria de! Premio Mobius 2017 . Tra  le modifiche  ampiamente  annun ciate, e apportate al format, la piu impor­tante e sicuramente stata un 'programma di accelerazione', della durata di tre mesi, all'interno del quale sono stati inseriti i 25 finalisti, scremati successivamente sino a raggiungere ii numero di cinque, effet­tivamente presenti alla finale. Come ha affermato Alcide Barberis, coordinatore del CP Start Up, «il vero preinio di que­st'edizione e sicuramente stato il coaching. L'opportunita per decine di startupper di confrontarsi con esperti dei settori di riferimento, e continuare a migliorare la qua­lità delle idee, e le capacita dei loro stessi ideatori». E in questa chiave che da quest'ultima edizione l'evento puo effettiva­ mente essere considerato «un'occasione di grande crescita» per tutti i suoi parte-cipanti, anche a fronte del non trascurabile supporto finanziario del Cantone.

Sono intervenuti all'evento in rappre­ sentanza dei rispettivi enti: il rettore del­ l'Usi, Boas Erez, il capo dicastero dell'e­conomia  del Cantone Ticino, Christian Vitta, il presidente della Fondazione per le Facoltàa  di Lugano  dell'Usi, Alfredo Gysi, Nicoletta Casanova, per Innosuisse (ex Cti), e Roberto Fraschina, responsabile Efg Private Banking Ticino. Ha aperto la serata il rettore Erez, applaudendo al pro­getto, «una delle cose piu intelligenti per promuovere  e sostenere la creazione di Start up  di un certo tipo . Un'iniziativa seria e credibile, che edizione dopo edizione continua a incassare il forte sostegno del­ l'intero sistema regionale dell'innovazione>>. E stata poi la volta di Vina, che ha invece manifestato la vicinanza del Consiglio di Stato agli startupper, «imprenditori gio­vani, intraprendenti e dinamici che voglio­no trasformare in realtà un'idea brillante, e dall'alto contenuto innovativo . Tali gio­vani imprenditori devono avere almeno una volta la possibilità di emergere, e la Start Cup e questo, un momento di cre­scita grazie al nuovo programma di acce­ lerazione, e una vetrina per i loro progetti. Il sostegno del cantone vuole essere un segnale per dire che il Ticino vuole dimo­strarsi attrattivo nei confronti di queste nuove realtà, e sensibile alle loro esigenze». In tal senso sta evolvendo la legislazione fiscale cantonale, con la defiscalizzazione alneno parziale degli investimenti in iimo­ vazione di privati e imprese. Del resto,«sono le imprese giovani e innovative a permettere di diversificare la nostra eco­ nom.ia, aumentandone al contempo il rag­gio d'azione» ha concluso ii consigliere. Concilianti le parole di Fraschina, «cio' che piu mi ha colpito sono state le vostre idee, e lo spirito alla base dei progetti, qualcosa che li accomuna a Efg, una banca che ha saputo unire esperienza, compe­ tenza e serietà, e grazie ad esse continua a crescere. E in questo non faremo man­ care il nostro appoggio al Ticino, un ter­ ritorio effervescente e che si conferma ancora una volta di forte innovazione». Ospite d'onore di questa edizione? Mario Jenni, attuale Ceo e cofondatore del Bio Technopark di Schlieren, a Zurigo.

Cinque invece gli sfidanti per un premio in palio quest'anno di quasi l00 mila fran­chi per il primo classificato (divisi tra un assegno da 50 mila e una borsa di studio messa a disposizione dall'Executive Mba dell'Usi), 30mila franchi per il secondo, 20mila per il terzo, e l0 mila rispettiva­ mente per i quarti e quinti classificati.

Vincitrice della quarta edizione la start up Dicronis, attiva nello sviluppo di "pro­dotti farmaceutici imovativi per la diagnosi precoce di patologie con esigenze mediche elevate e urgenti".  II primo  prodotto  di questa giovane realtà, Lymphit, e classificabile i cosiddetti activity tracker, e dovrebbe contribuire, unitamente a una cura specifica, a diminuire lo sviluppo del linfedema, uno degli effetti collaterali di molte terapie impiegate nella lotta al can­ cro. Un disturbo che potrebbe coinvolgere annualmente sino a un milione di pazienti, nella sola Europa . Il secondo gradino del podio e stato invece conquistato da Exead, che ha sviluppato invece "una soluzione nel ramo dei vaccini mucosali". Vaccini orali utili nella prevenzione di mala ttie infettive gastrointestinal.i, venendo incon­ tro alle esigenze tuttora irrisolte di medico e paziente . Al terzo, invece, BigOmics, una piattaforma  cloud "per l'analisi dei big data nel campo della genomica di pros­sima generazione" . L'obiettivo? "Demo­cratizzare l'analisi dei dati omici per acce­lerare le scoperte mediche e i processi dia­gnostici". Quarto classificato Project Modula, un bio-marcatore in grado di dia­ gnosticare con precisione le malattie tra­smesse da vettori come le zecche, e quinto Swissponic, che ha invece sviluppato "un sistema di coltivazione automatizzata in idroponica per interni". Detto in altri ter­mini, un sistema automatizzato per col­tivare verdure e ortaggi in casa, senza pesti­cidi, e dodici mesi all'anno, anche in remo­to. Una competizione dunque mai cosi' agguerrita, e in cui a brillare e stata la qua1ità dei progetti presentati.

 

Fonte: Ticino Management/Feb.2018