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Start-up e Innovazione : Un Ticino dove la tecnologia e la collaborazione tra aziende e università la fanno da padrone

09/03/2018

Ingegnere, imprenditore e mentore. Un profilo poliedrico quello di Nicola Mona che, terminati i suoi studi presso il Politecnico di Zurigo e l’Università di Oxford, ha acquisito notevoli esperienze lavorative. Dal 2016 è co-fondatore di Skypull, una start-up che mira a superare i limiti degli attuali impianti eolici grazie ad un drone che vola a quote considerevolmente più alte. Ma, come detto, Nicola Mona è anche mentore di Innosuisse, l’Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione. Abbiamo quindi deciso di approfittare delle sue conoscenze ed esperienze per tracciare un quadro ampio delle opportunità offerte dal nostro Cantone in materia di innovazione.

 

Nicola Mona, “fare start-up” in Ticino è possibile e Skypull ne è un esempio: quali difficoltà e quali aiuti avete trovato lungo il  vostro percorso di nascita, consolidamento e crescita?

Non parlerei di difficoltà ma piuttosto di sfide da cogliere e affrontare. Sicuramente l’ostacolo principale è l’accesso al capitale, ossia la necessità di reperire i fondi iniziali per testare, creare prototipi e dimostrare insomma che il progetto potrebbe funzionare.

Per superare questa prima difficoltà, con Skypull abbiamo deciso di partecipare alla StartCup Ticino 2016. I 30'000 franchi vinti per esserci classificati al secondo posto ci hanno permesso di muovere i primi passi. Ma i benefici della StartCup non si limitano solo al sostegno finanziario: il successo ottenuto ci ha infatti proiettati verso la scena svizzera e ci ha spinti a voler concorrere in altre competizioni nazionali come Venture Kick, della quale abbiamo vinto tutti e tre gli stage ottenendo un premio totale di fr. 130’000, e la più “storica” e prestigiosa De Vigier, che ci ha garantito una ricompensa di fr. 100’000.

 

Queste competizioni ci hanno permesso di racimolare un buon capitale di partenza e di accrescere il nostro know-how, tramite i workshop e gli stage proposti. Si tratta certamente di un grande impegno ma, al netto dei premi in denaro, sono esperienze preziose, che consiglio caldamente di fare in quanto permettono di validare e migliorare la propria idea.

Bisogna anche riconoscere che, grazie alla nuova Legge cantonale per l’innovazione economica (LInn), al riposizionamento della Fondazione AGIRE e al Centro di Promozione Start-up, il nostro Cantone ora offre una buona paletta di servizi che danno accesso a spazi, contributi e programmi di coaching.

 

Il Ticino vuole diventare ancora più attrattivo per le start-up e sta facendo molto per incentivare l’innovazione, nell’ambito del Sistema regionale dell’innovazione (SRI) e grazie alla nuova strategia coordinata lanciata a marzo dal DFE. Si percepisce un “cambiamento di marcia” rispetto al passato?

Grazie al SRI e al nuovo portale dell’innovazione e dell’ imprenditorialità ( www.ti.ch/portale-impresa ) la situazione è migliorata notevolmente, anche sul piano della gestione delle informazioni. Inoltre adesso sono previsti aiuti declinati appositamente per le start-up, tutti strumenti utili che permettono di ottenere il capitale iniziale.

 

Il “cambio di marcia” lo si è potuto osservare  anche   nell’ultima edizione della StartCup Ticino, dove il livello dei partecipanti  era molto  alto e la competizione stessa  molto più strutturata,  anche  grazie  al  prezioso programma di accelerazione cantonale. Ma la grande differenza la fa sempre l’azienda o la  persona  interessata: ritengo infatti fondamentale avere un atteggiamento proattivo con tanta voglia di imparare, migliorarsi e crescere. In fondo lo dice anche il motto virgiliano… la fortuna aiuta gli audaci.

 

Lei non è solo imprenditore, ma ha anche l’importante ruolo di “mentore di Innosuisse”: come valuta, dalla sua posizione privilegiata, lo sviluppo generale di progetti innovativi in Ticino?

In una sola battuta: molto  positivo. Purtroppo se ne parla troppo poco e c’è poca divulgazione, ma posso assicurare che abbiamo molto lavoro quali mentori. Inoltre gli atenei ticinesi sono molto attivi nel reperire progetti.

In generale cos’è Innosuisse e perché è un attore interessante e importante per le aziende?

 

Innosuisse si divide essenzialmente in due rami. Il primo, nel quale sono attivo come mentore, si occupa di trasferimento tecnologico. Il secondo è invece orientato alle start-up, alle quali vengono offerti percorsi di coaching. Per quanto mi concerne, posso dire che Innosuisse, attraverso il sostegno a progetti di ricerca applicata, si prefigge di stimolare il trasferimento tecnologico. I partner sono sempre due, azienda e università, ed entrambi devono contribuire con lo stesso numero di ore di lavoro. I costi sostenuti dall’accademia però vengono interamente coperti dalla Confederazione, quindi l’azienda ottiene contributi tecnologici di altissimo livello a un costo quasi pari a zero, diventando al contempo detentrice della proprietà intellettuale del progetto. Inoltre, il Cantone incentiva la partecipazione a progetti sostenuti da Innosuisse attraverso una specifica misura prevista dalla LInn. Quest’ultima assegna un contributo iniziale fino a fr. 5’000 e riconosce successivamente il 20% dei salari dell’azienda, ciò che rende Innosuisse uno strumento ancor più interessante.

 

Ma a che punto è il trasferimento tecnologico nel nostro Cantone?

Il Ticino è molto attivo per quanto riguarda il trasferimento tecnologico. Principalmente le aziende ticinesi tendono a collaborare con SUPSI e USI, ma stiamo cercando di promuovere anche le altre università svizzere. Non va inoltre dimenticato il ruolo centrale della Fondazione AGIRE in questo ambito, in particolare, grazie anche ai technology consultants, che permettono lo scambio con la SUPSI e l’USI. Innosuisse si coordina con AGIRE per poter indirizzare al meglio gli imprenditori in base ai loro specifici bisogni.

Torniamo al delicato tema dei finanziamenti e alle start-up, al centro della Giornata dell’economia 2017 organizzata dal DFE lo scorso mese di novembre. Anche alla luce della sua proficua partecipazione a diverse competizioni,  quale è  la  sua esperienza?

 

In generale posso dire che per i primi finanziamenti vige la regola delle tre “F”: Family, Friends and Fools. Ossia: la famiglia, gli amici e i folli, che sebbene non ti conoscano credono comunque in te. Poi, come già detto, grazie alle competizioni il capitale può aumentare ma, visti gli inevitabili orizzonti di crescita, a un certo punto è necessario trovare un investitore. Un tipo d’investimento che ritengo molto interessante è il cosiddetto corporate venture, grazie al quale le aziende investono soprattutto nelle start-up che presentano un’impronta tecnologica molto importante e che si possono inserire in una strategia aziendale.

 

Questo metodo è molto interessante perché le aziende generalmente possiedono più mezzi finanziari rispetto agli investitori privati ed operano con altri criteri. Solitamente i privati o i fondi d’investimento impongono delle tempistiche molto serrate per il rientro dei capitali,    mentre le aziende valutano il tutto in termini di proprietà intellettuale e strategia aziendale, quindi i termini temporali si allungano.

 

Come un bimbo, una start-up nasce, impara a camminare, a parlare il linguaggio del business, matura esperienze per guardare al futuro e al mondo… A che punto siete della vostra crescita e quali sono i progetti per il futuro?

Attualmente Skypull ha fatto tutto senza l’aiuto di investitori. Ora però anche noi dobbiamo crescere, assumere, investire e tutto questo ha un costo non più sopportabile per i soli canali pubblici. Posso quindi dire che siamo arrivati - con successo - alla fine di una fase della nostra crescita.