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Io ci metto idea e soldi: ora voi rivoluzionate la pubblicità

31/05/2017

 

 

Imprenditore ticinese regala a giovani volenterosi il suo «progetto sovversivo» di marketing, che al cliente vuole offrire emozioni. E magari un caffè al posto di tante parole

 

Immaginate di ricevere, un bel mattino, un messaggio sullo smartphone. Lo schermo s'illumina, l'app si apre, il mittente si scopre: peccato. Stavolta, però, non c'è da restare delusi: perché «la solita pubblicità» non ha solo cose da dire, ma da dare. Magari un buono virtuale da spendere nel bar sotto l'ufficio, per un caffè offerto senza domandare nulla in cambio, se non semmai un po' di attenzione.

«Una rivoluzione» nel concetto di marketing, finora asettico e anonimo, che "spara nel mucchio", punta a tutti per colpire qualcuno. La nuova frontiera della promozione d'impresa, anche piccola e locale, potrebbe invece essere proprio questa: che coinvolge, appassiona, fa leva sull'emotività del consumatore, coinvolto in un'azione piacevole invece che in una semplice e passiva lettura di ciò che poco interessa.

Arriva dal Ticino: da uno studio di via Nassa dove ci si occupa di finanza. Si chiama voice4people, scommette sulla comunicazione one2one (uno a uno) invece che social o di gruppo e aspetta solo giovani che abbiano voglia di metterci testa e mano e di renderla reale. Cambiarle anche il nome, se serve; aggiornarne i contentuti, stravolgerli, arricchirli. Dare la propria impronta personale a un'idea che una volta era di un imprenditore; fino a che ha deciso di offrirla agli altri, assieme ai soldi che servono e alla quota di maggioranza dell'azienda che ne nascerà. «Che cosa ci guadagno? La possibilità di realizzare un sogno nel cassetto».

Nicola Mazzucchelli, 32 anni, per qualche mese ci ha anche provato; giusto per capire se potesse funzionare. Socio e manager di una società di brockeraggio, ha sfruttato l'organico di cui già si avvaleva in ambito informatico per dare forma a al progetto, prima che si presentasse il bivio: «Continuare nello sviluppo, consapevoli che la nostra esperienza era altra e che ci saremmo dovuti strutturare per bene, o trovare qualcuno con cui condividerlo?». 

Oggi, su una piattaforma web, si possono già inviare messaggi "emotivi" fra privati: una immagine scomposta in un puzzle che, una volta riordinato, svela una sola parola allusiva, il cui senso è chiaro solo ai due. Ma fra le opportunità già ipotizzate c'è quella, nell'intenzione più rivolta alle aziende, di coinvolgere il destinatario in un gesto di beneficenza. Ecco un franco, scegli tu a chi darlo: una maniera per rendere il cliente complice di qualcosa di cui vada anche fiero, invece di cercare il suo consenso dopo, informando di aver costruito un pozzo in Africa o donato una carrozzella a un disabile del territorio. 

«Le potenzialità della fantasia sono infinite», riflette Mazzucchelli, che d'ora in poi non intende più metterci parola. A chi, individualmente o come membro di un team, risponderà al bando patrocinato da Usi e Cp Start-Up (http://www.cpstartup.ch/website/sites/default/files/media/scs_callforteam_0.pdf info: bondi [at] cpstartup.ch) entro il 19 giugno e dovesse essere selezionato, il compito e la sfida ad aggiungerne di nuove, elaborarle, implementarle per il mobile. Nicola fa un passo indietro, garantendo sostegno e massima libertà. «È una forma di start-up senza precedenti, che potrebbe avere un forte seguito. Quanti imprenditori ci sono che hanno sogni nel cassetto? In questo modo potrebbero realizzarli». Non è escluso che il prossimo sia di nuovo suo. «È vero, di idee ne ho ancora tante».