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Quelle 5 idee ticinesi che sfidano le casse malati

23/11/2017

Selezionati i dieci semifinalisti della startCup Ticino: la metà opera nel campo della "salute digitale". App, sensori: un trend in ascesa, finalmente anche qui, che aiuterà a contenere costi e premi

 

Eppure basterebbe poco, per provare a contenere i costi della sanità - e i premi delle casse malati.

Contenerli, sì; non abbatterli, sia chiaro: impresa impossibile, in un Paese e un mondo dove «l'andamento demografico e l'invecchiamento della popolazione tenderanno ad aumentarli», ragiona Lorenzo Biasio, Equity Analyst Healthcare di Credit Suisse. Qualcosa si può fare, però, dice a tio.ch/20Minuti. Osare. Prendere la tecnologia e metterla alla prova in campo sanitario, senza titubanze. Approfondire l'efficacia di cure e terapie con il supporto dell'innovazione. Il trend è solo agli albori ma già è stato coniato un termine che lo riassume. Digital health, salute digitale. 

Più responsabili del nostro benessere - App, sensori che s'indossano, portali di autogestione della salute, usati per monitorare se stessi. «Grazie a questi nuovi strumenti - riflette Biasio - le persone diventano sempre più responsabili del proprio benessere». L'ha capito la gente, l'ha capito la medicina. Adesso l'hanno capito anche gli imprenditori: e la salute è diventata la nuova frontiera del loro futuro e del successo.

 

Un connubio... vincente? - A questo punto, sorprende meno sapere che la prossima StartCup Ticino, finali il 6 dicembre, ha elevatissime probabilità di venire assegnata a un'idea che combina la tecnologia con la salute; che applica l'innovazione digitale in campo medico. Questione di numeri, di calcolo delle probabilità. Su dieci dei progetti selezionati nei giorni scorsi dal Centro Promozione Start-up Usi Supsi, cinque aspirano a operare proprio in questo campo. 

«È la direzione giusta» - Identità sanitaria per tramite della tecnologia blockchain; activity tracker per la diagnosi preventiva; componenti elettronici per raccogliere informazioni e facilitare le diagnosi; soluzioni innovative nel ramo dei vaccini mucosali; cloud-platform per l'analisi di big data in ambito genetico. A tirar le fila, insomma, e al di là dei tecnicismi, è chiaro che anche il Ticino e le sue leve l'hanno intuito. «Senza dubbio andiamo in questa direzione ed è la direzione giusta», ribadisce Biasio.

Da Zurigo a Lugano: si torna a casa - Ma non c'è tempo da perdere, occasioni da lasciare agli altri. «Una volta - ammette a caldo Umberto Bondi, referente CpStart-up per gli studenti Usi -  chi voleva dedicarsi al settore andava subito oltre Gottardo. Ora non è più necessario. Il Ticino si sta strutturando per ospitare idee innovative anche in questo campo e la StartCup sta inevitabilmente maturando verso standard sempre più elvetici». 

Biotech, MedTech: nuove opportunità imprenditoriali - Cresce l'attenzione, il coinvolgimento; crescono anche le opportunità. Lo conferma il coordinatore Alcide Barberis, che precisa: «Lungi da noi pilotare il futuro, privilegiare un settore piuttosto che un altro. Qui valutiamo il merito, la qualità, il mercato o la capacità di crearlo ex novo. L'unico discrimine è l'innovazione». Ma certo, ammette, «gli studi BioTech e MedTech sono andati incrementando negli ultimi dieci anni e la StartCup lo registra. Ormai non ci si dedica più solo alla vendita di prodotti farmaceutici, ma alla ricerca. E anche qui possono nascere interessanti iniziative imprenditoriali. La nuova facoltà di medicina crea ulteriori opportunità e il Ticino le sta raccogliendo. Si sta creando una massa critica».

Qui si precorre il futuro - Centro promozione e StartCup come precursori, "acceleratori" anzi, di tendenze: quale posto migliore dove testare la bontà e le possibilità di successo di un'idea? «Le proposte variano di anno in anno. Qualche anno fa fiorivano le start-up dedicate alle web pages. Adesso sono praticamente scomparse». Spodestate da altri interessi, dove tutto ciò che è tech promette di avere ancora lungo corso. «Si sta sviluppando anche il FinTech. Ne sentiremo parlare ancora».

In grado di rompere il trend al rialzo dei costi - E per fortuna, osserva Biasio: «Abbiamo bisogno di qualcosa che sia in grado di rompere l'inclinazione al rialzo dei costi della salute, che conosce incrementi troppo veloci: lo vediamo ogni anno con i premi delle casse malate. E la soluzione non verrà dai farmaci, dai trattamenti medici, dalla condotta dei professionisti, ma dall'innovazione. Non potrà ridurre i costi, ma potrà aiutare a contenerli».

Ma per il medico-robot c'è da aspettare - Pronti a farvi curare da un medico-robot, prossimo passo? «Ma no - conclude Biasio - Si tratta di aiutare, non di sostituire i medici. Sarebbe pericoloso affidarsi solo alla tecnologia. Grazie ad app e piattaforme online si potranno ricevere informazioni migliori e più approfondite, da verificare però con un consulto medico».

Affidarsi solo al "digital"? Che guaio - e che paura - Anche perché dalla tecnologia non viene solo bene, riconosce. «Rispetto a dieci anni fa, oggi l'accesso alle informazioni è più diffuso e il medico è un interlocutore, una persona con cui confrontarsi e conversare. Naturalmente ciò ha anche degli aspetti negativi. Spesso una ricerca su internet conduce a risposte che aprono gli scenari peggiori. Per questo è necessaria un'interazione fra tecnologia, paziente e medico».

 

Fonte: Ticinoline